«deploy to prod. make no mistakes.» è il prompt che ho scritto a Claude una sera dal campus di H-FARM, alla Italian Founders House (si apre in una nuova scheda), con il twin Raffaele (si apre in una nuova scheda) di fianco che promptava come un forsennato e una casa intera di founder che faceva più o meno lo stesso, ognuno sulla sua cosa. Così è andato live il primo company brain: brain.yempik.com (si apre in una nuova scheda), landing su yempik.com/company-brain (si apre in una nuova scheda). Fine della parte di prodotto, promesso.
Perché la verità è che il deploy è stato la parte facile. La parte che non so descrivere è il resto: qualche giorno in mezzo a builder svegli, di quelli che alle due di notte stanno ancora a parlare di AI e alle nove del mattino hanno già spedito qualcosa. Dovevi esserci.
Release notes
- Shipped: il primo company brain, live, davanti a testimoni.
- Ispirato: le chiacchiere notturne con Edoardo (si apre in una nuova scheda) mi hanno acceso una cosa. Quando pubblicherò la mia ricerca, sarà anche merito suo.
- Debito riconosciuto: Guido (si apre in una nuova scheda) mi ha fatto tornare apposta dal viaggio a Varsavia. Aveva ragione lui.
- In manifestazione: il successo YC di Patricio (si apre in una nuova scheda). Segnatevelo.
- Costo fuori budget: la quantità irragionevole di sushi ordinata. Totalmente colpa mia. (scusate)
- Known issue: al campus, ogni volta che qualcuno dice «brain», parte un drinking game. Raffaele ha proposto la variante sashimi. Potrei averla rispettata.
- Regressione: zero selfie insieme. Ho scaricato la foto dal post di Raffaele, così almeno abbiamo la stessa identica foto. Da veri twin.
Fun fact emerso alle tre di notte: chiedete sempre a un freelance se ha mai avuto un cliente finito in galera. Vi aspettate che tutti dicano di no. Quando uno dice di sì, tenetevi forte.
Siamo ripartiti con memorie preziose di yapping e nessuna slide. La prossima volta restiamo di più.
// eat pasta, ship fasta.