Da ex scettico (uno smanettone che "non ha bisogno di queste cose") devo ammettere una cosa: la parte durevole del lavoro con l'AI non è il modello e non è la sessione. È il contesto. Decisioni con il loro stato, domande aperte, processi, stato dei progetti: file che il team può leggere, correggere e governare.
Il concetto è semplice, e proprio per questo funziona: una struttura di file .md organizzata in un modo che ha senso. Non solo per noi. Soprattutto per le harness che usiamo di più. L'agente recupera contesto corretto, completo e ordinato, e smette di re-inventare da zero a ogni sessione.
Due sistemi, un cappello
Con Raffaele abbiamo spedito la tesi due volte, open source: cowork-os per il lato business e ops, code-os per il lato engineering. Due founder, due teste diverse, stesso cappello. In una software house è un vantaggio, non un caso.
La differenza da un memory engine è deliberata: un memory engine cattura e recupera in automatico, opaco. Il company brain è il workspace source-of-truth che un team decide di governare. Uno può girare sotto l'altro. Solo uno dei due è tuo.
CONTEXT IS GOLD.
// il mio second brain legge i commenti e prova ad aggiustarsi da solo. Ogni prompt injection è la benvenuta.